Roma e Caravaggio
È in assoluto uno degli artisti più apprezzati di sempre, colui che, come nessun altro, seppe rendere “tangibile” la luce tramite la materia pittorica, nel contrasto di questa con l’oscurità del fondo: stiamo naturalmente parlando Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio uno dei più grandi pittori della storia.
La nostra bella Capitale ha la fortuna di custodire in chiese e musei alcune delle opere più rappresentative che costui realizzò, dato che a Roma visse per parecchi anni, una volta disceso dalla sua Lombardia.
Per la mostra di Caravaggio 2025 vai al punto "G. Palazzo Barberini"
Itinerario del Caravaggio

Luoghi principali dell'itinerario
A. Musei Vaticani
B. Gallerie Nazionali di Arte Antica - Galleria Corsini
C. Basilica di Sant’Agostino
D. Chiesa di San Luigi dei Francesi
E. Musei Capitolini
F. Galleria Doria Pamphilj
G. Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini
H. Galleria Borghese
I. Basilica di Santa Maria del Popolo
Puoi seguirlo qui con Google Maps
A. Musei Vaticani
I Musei Vaticani conservano un’unica opera del Caravaggio, ma estremamente significativa: la “Deposizione di Cristo” (1602-4).
Questa fu una delle poche a ricevere fin da subito consensi unanimi, probabilmente grazie all’impostazione classica che Caravaggio volle conferirgli.
Il gruppo di figure si dispone sopra la lastra sepolcrale che, con il suo spigolo sporgente, conferisce tridimensionalità all’intera scena. Tutti i personaggi sono raffigurati con estremo naturalismo, tipico della maniera lombarda: il corpo di Cristo è livido, il volto di Nicodemo rugoso, quelli delle pie donne stravolti dal dolore.

B. Gallerie Nazionali di Arte Antica - Galleria Corsini
Nella Galleria Corsini potrai ammirare una ulteriore versione del “S. Giovanni Battista“: il Santo emerge dall’oscurità con il biancore del suo corpo, avvolto in un mantello purpureo; il volto è nascosto dalla posa scorciata adottata.

C. Basilica di Sant’Agostino
Alla fine di Corso Rinascimento, dalla parte di Piazza delle Cinque Lune, è la Chiesa di Sant’Agostino:
qui, la “Madonna dei Pellegrini” (1604-6) è conservata nella prima cappella a sinistra, proprio vicino all’ingresso.
La curiosità di questo quadro è data dal volto della Madonna che viene “preso in prestito” da Lena Antognetti, una famosa cortigiana dell’epoca.
Ai piedi della Madonna troviamo i due viandanti che, in un intento di assoluta aderenza al vero, sono rappresentati lerci e con le gambe mezze nude in primo piano.

D. Chiesa di San Luigi dei Francesi
La Chiesa San Luigi dei Francesi è poco distante da Piazza Navona, dalle parti di Corso Rinascimento.
Una volta entrato, percorri tutta la navata di sinistra e, proprio in fondo, nella Cappella Contarelli, si apriranno davanti ai tuoi occhi tre meraviglie:
- la “Vocazione di San Matteo”;
- il “Martirio di San Matteo”;
- e “S. Matteo e l’Angelo”.
Caravaggio riuscì ad ottenere questa commissione poco più che ventenne, a seguito di un rifiuto a proseguire la decorazione da parte del Cavalier d’Arpino, presso la cui bottega l’artista s’era “applicato a dipinger fiori e frutta“.
Caravaggio realizzò dapprima le tele laterali (1599-1600).
Nella Vocazione (la tela di sinistra), viene rappresentato il momento della “chiamata” di S. Matteo da parte del Cristo: l’artista cala la scena nel suo tempo, in quanto vediamo i gabellieri vestiti secondo la moda del seicento.
A rendere suggestiva la scena è il fascio di luce proveniente dall’alto che, quasi sfiorando la mano del Cristo, giunge ad illuminare il destinatario di quell’ “indice puntato“:
si tratta infatti non di luce naturalistica ma di luce “divina”.
Nel Martirio (la tela centrale) la composizione fa perno sulla figura del carnefice, che si prepara alla stoccata finale sul Santo, disteso ai suoi piedi, mentre un angelo accorre a porgere la palma del martirio.
Infine, per quanto riguarda la tela centrale, il S. Matteo e l’Angelo (la tela di destra), quella che vediamo oggi è la seconda versione che Caravaggio rappresentò:
la prima versione fu infatti rifiutata, in quanto mostrava il Santo come fosse un analfabeta, “co’ i piedi rozzamente esposti al popolo”, e l’Angelo a guidargli la mano poiché quasi incapace di scrivere.
Questa seconda versione è invece più composta, nonostante venga mantenuto il contrasto fra la figura di San Matteo, “umano troppo umano“, e quella dell’angelo, realizzato secondo i canoni Manieristici.



E. Musei Capitolini
I temi di entrambi i quadri presenti in Pinacoteca Capitolina, la “Buona Ventura” (1593-4) e il “S. Giovanni Battista” (1602), furono da Caravaggio affrontati più volte.
Della prima opera è interessante il gioco di sguardi che l’artista crea fra le due figure: si tratta di una zingara che, mentre finge di leggere la mano ad un ingenuo giovanotto della classe abbiente, con un gesto astuto gli sfila l’anello dal dito.
La seconda opera, come già detto, è copia praticamente identica di quella conservata in Galleria Doria Pamphilj.


F. Galleria Doria Pamphilj
Muovendo da Piazza del Popolo verso Piazza Venezia, quasi alla fine di Via del Corso incontrerai sulla destra la Galleria Doria Pamphilj, dentro cui potrai fare un bel tris in quanto la Galleria ospita ben 3 opere del Caravaggio:
- la “Maddalena Penitente” (1595 ca.),
- il “Riposo durante la Fuga in Egitto” (1595 ca.)
- e una delle due versioni identiche del “S. Giovanni Battista” (1602).
Nella prima opera, il tema religioso è rappresentato in chiave domestica, con la Maddalena contrita al centro di uno spazio vuoto, che ha appena abbandonato a terra una collana di perle e dei monili, come segno del suo abbandono della vita mondana.
La seconda opera rappresenta un vero e proprio capolavoro della fase giovanile:
lo spazio è infatti organizzato in maniera del tutto originale, con i due gruppi di figure (S. Giuseppe da una parte e la Vergine col Bambino dall’altra) raccordati attraverso la figura centrale dell’Angelo, rappresentato di spalle; quest’ultimo suona al violino le note del Cantico dei Cantici, il cui spartito è tenuto aperto da Giuseppe.
Infine, del S. Giovanni Battista vedremo entrambe le versioni, poiché la seconda è conservata ai Musei Capitolini: la posa del Santo è derivativa di quella degli Ignudi michelangioleschi in Cappella Sistina, ma la figura acquista un volume maggiore grazie ai giochi chiaroscurali.


G. Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini
Una volta che varcherai le porte di Palazzo Barberini, potrai ammirare un’opera che fu ampiamente presa a modello dai successivi “caravaggeschi“, prima fra tutti Artemisia Gentileschi: stiamo parlando di “Giuditta e Oloferne” (1599).
Il dipinto è in grado di restituire i “moti dell’anima” che smuovono i personaggi rappresentati:
Oloferne mostra una smorfia di estremo dolore ed il corpo è contratto dalla tensione provocata dallo stesso.
Giuditta sembra invece adempiere al suo compito con sdegno e riluttanza; alla sua giovanile bellezza, fa da contraltare il volto rugoso dell’ancella, anche lei partecipe emotivamente al barbaro evento.
Sempre nel Palazzo Barberini troviamo una delle opere più suggestive di Caravaggio:
un “Narciso” (1599) che, specchiandosi su di una superficie d’acqua, ne coglie la sua immagine riflessa. Una curiosità è data dal formato della tela è tale da creare una rappresentazione quasi perfettamente doppia.

Giuditta e Oloferne - Bibliteca Hertziana (Roma)
MOSTRA DI CARAVAGGIO A PALAZZO BARBERINI
Dal 7 marzo al 6 luglio 2025, in concomitanza con le celebrazioni del Giubileo 2025, le Gallerie Nazionali di Arte Antica, in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei, Ministero della Cultura e col sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, presentano a Palazzo Barberini Caravaggio 2025, a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon: un progetto tra i più importanti e ambiziosi dedicati a Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610), con un eccezionale numero di dipinti autografi e un percorso tra opere difficilmente visibili e nuove scoperte in uno dei luoghi simbolo della connessione tra l’artista e i suoi mecenati.
ORARI
dalla domenica al giovedì 9:00-20:00
Il venerdì e sabato 9:00-22:00
BIGLIETTI
La prevendita è obbligatoria e il biglietto è nominativo
Intero € 18,00
Ridotto € 15,00: 18 – 25 anni
Ridotto € 12,00: possessori di Gallerie Nazionali Pass e convenzioni
Ridotto € 9,00: dipendenti Intesa e Soci ALI
Integrato € 25,00: Mostra Caravaggio 2025 e ingresso Gallerie Nazionali di Arte Antica (valido 20 giorni dal primo utilizzo per visitare Palazzo Barberini e Galleria Corsini)
Integrato ridotto € 17,00: 18 – 25 anni, mostra Caravaggio 2025 e ingresso Gallerie Nazionali di Arte Antica (valido 20 giorni dal primo utilizzo per visitare Palazzo Barberini e Galleria Corsini)
Gratuito: Minori di 18 anni
AUDIOGUIDA
Inclusa nel biglietto della mostra


H. Galleria Borghese
La Galleria Borghese raccoglie il gruppo maggiore di opere del Caravaggio a Roma.
Fra le opere giovanili del pittore, semplicemente magnifici il “Fanciullo con Canestra di frutta” e il “Bacchino Malato” (1593-4).
Della prima opera colpisce la cura del dettaglio, nel raffigurare la “natura morta” che il giovane tiene in mano (si veda ad esempio la spaccatura sanguigna del fico maturo o la resa delle foglie, talvolta ingiallite altre butterate).
Del Bacchino Malato, si dice possa essere un autoritratto di Caravaggio, deciso a raffigurarsi durante un periodo di malattia.
Fra le opere del Caravaggio del periodo più maturo, qui potrai ammirare in particolar modo la “Madonna dei Palafrenieri” (1605-6) e “Davide con la Testa di Golia” (1609-10).
Nella Madonna dei Palafrenieri, riconosciamo ancora una volta Lena Antognetti nel volto della Madonna;
Nel Davide con la Testa di Golia, si è invece voluto identificare ancora una volta lo stesso artista nelle fattezze del Golia, avvalorando una lettura della stessa in chiave psicoanalitica (siamo negli anni della condanna a morte dell’artista, che tuttavia si diede alla fuga).

Fanciullo con Canestro di frutta

Bacchino Malato

Madonna dei Palafrenieri

Davide con la Testa di Golia

San Girolamo Scrivente
I. Basilica di Santa Maria del Popolo
Basilica Santa Maria del Popolo si trova facilmente, in quanto si trova proprio su Piazza del Popolo, nei pressi della Porta che si apre sulle Mura Aureliane.
La Cappella Cerasi si apre sul transetto, e qui sono esposte le opere del Caravaggio:
- “Conversione di S. Paolo” (1660-1),
- e “Crocifissione di S. Pietro” (1600-1).
Nella prima S. Paolo è rappresentato disteso a terra, in posizione scorciata, ai piedi del cavallo, in quanto caduto nel momento in cui viene colpito dalla “luce fortissima della rivelazione“: l’evento divino viene totalmente “interiorizzato“, ancora una volta grazie all’utilizzo di una luce simbolica.


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